14 febbraio 2024

Finanza sostenibile, nuove competenze tra reputazione e intelligenza artificiale

Stefano Chiarazzo, docente 24ORE Business School e moderatore dell'Open Day Executive di febbraio, analizza le nuove competenze in materia di finanza sostenibile.

La finanza sostenibile è un approccio all’investimento che sta guadagnando sempre più attenzione nel mondo degli affari, sempre più concentrato sulla sostenibilità in tutte le sue dimensioni. Il principio base è che uscire dalla logica eccessivamente ossessionata dai risultati di breve termine aiuta a costruire in maniera lungimirante il business di domani. Non focalizzarsi sul solo rendimento finanziario, ma anche sull’impatto ambientale, sociale e di governance (ESG) è una crescente richiesta di tutti gli stakeholder alle imprese di contribuire grazie alla forza dei loro profitti alle sfide più urgenti del nostro tempo, come il cambiamento climatico e l’ineguaglianza sociale. Inoltre, le normative stanno diventando sempre più favorevoli, con i governi che incoraggiano gli investimenti sostenibili attraverso incentivi fiscali e altre misure.

Open day Executive, Part Time ed EMBA: A tu per tu con un #CFO

Giovedì 15 febbraio è stato inaugurato il primo degli Open Day del 2024 dedicato ai professionisti, che in apertura si arricchisce di un momento di approfondimento dedicato al change management come strumento di crescita sostenibile per l’azienda. In questo primo appuntamento il focus è stato la finanza sostenibile di cui si è discusso con Paolo Calcagnini, Chief Financial Officer di Saipem, piattaforma tecnologica e di ingegneria avanzata per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio di infrastrutture e impianti complessi, sicuri e sostenibili. Una grandissima occasione per ascoltare il punto di vista sulle nuove opportunità e sfide del settore dalla viva voce di un Top manager di primo livello che le vive tutti i giorni.

Reputazione aziendale: aumenta l’attenzione degli investitori verso gli ESG

Contribuendo a costruire un futuro migliore, la finanza sostenibile rafforza la reputazione di un’azienda. Il suo consenso si basa su quello che dicono i suoi supporter, ad esempio i dipendenti, i clienti e gli investitori soddisfatti, e i suoi detrattori, gli avversari e gli stakeholder insoddisfatti. C’è poi la fetta più grande che non si esprime o che può cambiare parere sulla base dell’esperienza diretta o dell’influenza delle precedenti categorie. Per questo la reputazione è così importante per il business: se da un lato rende l’azienda più rispettata e attraente, dall’altro può tradursi in maggiore fiducia e fedeltà da parte di tutti: clienti, talenti e investitori.

Con l’aumento della consapevolezza dei problemi ambientali e sociali, questi ultimi, stanno cercando opportunità di investimento sempre più responsabile. Le scelte degli investitori svolgono dunque un ruolo chiave nel guidare il cambiamento, utilizzando i loro capitali per influenzare le pratiche aziendali. Come? Ad esempio, orientandole verso la compensazione delle risorse utilizzate lungo la filiera, l’adozione di energie rinnovabili e di modalità virtuose come l’agricoltura sostenibile e la promozione di un consumo responsabile da parte dei clienti. E ancora, nel sostegno di buone cause e delle comunità locali, nella creazione di luoghi di lavoro inclusivi e meritocratici e nell’attuazione di iniziative di welfare aziendale.

I CFO devono integrare la sostenibilità aziendale nelle proposte di investimento

Nel 2021 Gartner, multinazionale che si occupa di consulenza strategica, affermava che la maggior parte degli investitori considerava le aziende con una scarsa informativa ESG (Environmental, Social and Governance) come proposte di investimento più rischiose. La società di consulenza strategica suggeriva ai CFO di migliorare la reportistica della propria organizzazione per un migliore accesso al capitale, alla performance delle azioni e alla fidelizzazione dei clienti. L’approccio prevalente è collegare il racconto dei propri obiettivi e del proprio contributo concreto agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

L’invito di Gartner è di costruire il proprio business sostenibile trovando ognuno il proprio modo di bilanciare redditività e sostenibilità e di contribuire al benessere comune. La sfida è ottenere alti ROI di marketing e bassi costi di acquisizione dei clienti investendo in prodotti e servizi con filiere trasparenti e sostenibili (tanto fanno anche le certificazioni obbligatorie e volontarie) e in marche strategicamente impegnate in cause sociali e ambientali come fattore identitario. D’altro canto, bisogna saper mostrare la propria resilienza a rischi strategici come l’intervento di nuove normative o di una minore fedeltà dei clienti verso settori o aziende poco sostenibili. Non ultimo, politiche volte al benessere economico, mentale e fisico dei dipendenti sono un indicatore che guida le scelte di investimento.

Concentrandosi sulla dimostrazione dell’effettiva relazione tra ESG e rendimento totale per gli investitori ed azionisti le stesse aziende contribuiscono a loro volta a sviluppare una adeguata cultura tra gli azionisti. Dimostrare politiche retributive legate ai fattori ESG per il senior management e per il consiglio di amministrazione e stabilire un potere di voto più equo tra gli investitori sono due modi per portare maturità all’interno del mondo finanziario.

Formazione continua: dati e intelligenza artificiale al servizio della finanza sostenibile

Reportistica e non solo. Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando anche il settore della finanza aziendale, che vive di dati e della capacità di raccoglierli e di analizzarli. La possibilità di automatizzare le attività di routine permette di risparmiare tempo e di ridurre gli errori nella raccolta dei dati, lasciando il giusto tempo all’interpretazione “umana”. Pensate anche solo agli strumenti che leggono le ricevute e le fatture e che riescono a categorizzarle in base ad un elenco di voci di spesa o a liste di fornitori precaricati nel sistema: un prezioso aiuto per il team per rendere la loro operatività più efficace ed efficiente. In termini di controllo di gestione, accedere allo storico permette di generare velocemente e a basso costo report con una modalità di visualizzazione che facilita la lettura dei dati. A livello più strategico, invece, potersi avvalere dell’intelligenza artificiale favorisce l’analisi predittiva, la capacità cioè di fare previsioni sulle spese e sul futuro ritorno degli investimenti. Tutte attività che permettono di prendere decisioni informate e di lavorare in tempo reale sull’ottimizzazione dei piani aziendali.

Come abbiamo visto, il Finance è una funzione aziendale strategica fortemente integrata con tutti altri dipartimenti che sta vivendo un importante periodo di cambiamento a livello culturale, tecnologico e professionale. La formazione continua sia in termini di soft che di hard skill è fondamentale per aiutare quell’agilità ed efficacia organizzativa che permetta all’impresa di rafforzare il business e il benessere di tutti gli stakeholder di oggi costruendo al contempo un futuro migliore per tutti. Appuntamento al prossimo open day per approfondire nuove tematiche e scoprire i percorsi di 24 ORE Business School più adatti al reskilling oppure all’upskilling di competenze che si modificano con il passare del tempo e che richiedono un continuo e costante aggiornamento.


Autore: Stefano Chiarazzo, Digital Reputation Senior Advisor - Pubblico Delirio



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