07 gennaio 2026
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...Perché l'Intelligenza Artificiale è oggi una priorità per il top management e quali sono i diversi ambiti di applicazione.
I team di Intelligenza artificiale (AI) richiedono una vasta gamma di competenze e ruoli, dai data scientist, agli ingegneri del “machine learning” e dei dati, agli esperti di dominio fino ai decisori strategici. Si può diventare esperti di algoritmi, di gestione dei dati, di applicazioni per il business, di gestione dei progetti di IA, di disegno delle conversazioni/relazioni macchina-utente, di modelli di apprendimento. Non esiste un unico aspetto, l’IA ha bisogno di competenze molteplici che possono essere sviluppate nei percorsi STEM (scientifico-tecnologici) ma anche nei percorsi umanistici. I top manager, di qualsiasi settore, devono sviluppare competenze per poter interloquire con gli esperti e prendere decisioni consapevoli.
Secondo la definizione della Comunità Europea, l’Intelligenza Artificiale è l’abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività.
Alcuni tipi di Intelligenza Artificiale esistono da più di 50 anni, ma i progressi combinati di capacità di calcolo dei computer e della disponibilità di enormi quantità di dati hanno portato a grandi balzi in avanti nello sviluppo di nuovi algoritmi e relativa tecnologia negli ultimi anni. Si parla di due tipi di Intelligenza Artificiale: debole e forte. L’IA debole o focalizzata si chiama così perché si tratta di algoritmi sviluppati per risolvere compiti molto specifici. È quella presente oggi. L’IA forte, o generale, e attualmente solo teorica, è quella che sarebbe in grado di effettuare le stesse attività di una persona con la flessibilità e l’adattabilità che contraddistinguono gli esseri umani.
Dato lo stato dell’arte delle applicazioni di Intelligenza Artificiale oggi disponibili, queste servono soprattutto a supportare le persone in processi decisionali, risoluzione di problemi, scelte, esecuzione di lavori ripetitivi, analisi di immagini, suoni, sequenze di dati molto complesse per le capacità di analisi della persona. Gli ambiti tipici sono nella processazione di transazioni in grandi volumi dove, in base a informazioni in input, vanno prese decisioni in output (per esempio in banche e assicurazioni, o negli uffici amministrativi); controllo qualità non distruttivi (spesso per immagini) in tempo reale o quasi reale; profilazione della clientela secondo vari criteri; predizione di comportamenti di asset costosi per evitare situazioni a rischio; ecc…
L’Intelligenza Artificiale consente di moltiplicare le risorse a cui attingere e anche di fare economie di scala, di scopo e di apprendimento: si può fare di più, si può fare altro, si apprende più velocemente, ma per sfruttare questo potenziale bisogna operare decisioni critiche su dove introdurla e quale tecnologia scegliere e, in modo ancora più determinante, bisogna ripensare l’organizzazione e il lavoro.
Introdurre IA in modo sostenibile necessita di business acumen, di capacità di visione strategica e competente. Serve uno sguardo ampio e profondo che parta dal punto di osservazione del vertice aziendale. L’IA è una priorità per i vertici aziendali e non può essere delegata al reparto IT o agli esperti digitali, altrimenti si riduce a un diverso modo di fare automazione.
A tutti/e. L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il modo di vivere e il mondo del lavoro, ed è agli albori. Essere più competenti e consapevoli è fondamentale per essere cittadini/e digitali e professionisti/e a prova di futuro. Particolarmente indicato per imprenditori/trici impegnati/e nella trasformazione digitale delle proprie aziende.
La capacità di apprendimento di questi sistemi è oggi un limite alla velocità di implementazione, e anche un deterrente al suo utilizzo per la gestione di problemi complessi. Gli sviluppi delle tecniche di apprendimento cosiddette “unsupervised” sono un ambito di ricerca. Ci si attende che sempre di più l’Intelligenza Artificiale sarà incorporata nelle migliaia di tipi di soluzioni software al supporto del business, rendendone l’utilizzo sempre più naturale ed “invisibile”. Inoltre, maggiore sarà l’adozione di queste tecnologie, maggiori saranno le idee di applicazione degli stessi. L’altra sfida è quella di preservare l’impatto etico dell’IA nella società, nel mondo del lavoro, della privacy, della sicurezza.
Laura Zanfrini, CEO di Zala Consulting srl, è docente del nuovo Master Intelligenza Artificiale per Decision Maker.
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