23 gennaio 2023

Come diventare un addetto alla logistica

Michele Palumbo risponde alla rubrica "Come diventare un addetto alla logistica"

Scopri come diventare un addetto alla logistica e quali sono i nuovi trend del settore.

Come diventare un addetto alla logistica?

La logistica è una disciplina antica tanto quanto la storia dell’uomo, inteso nel senso di sapiens, dal momento che la prima rivoluzione logistica è probabilmente l’invenzione della ruota. Il ventaglio delle mansioni che qualificano un addetto alla logistica è davvero molto ampio, si va dal mondo degli acquisti, attraverso la gestione del magazzino, fino alla distribuzione dei prodotti ai clienti. Senza considerare le Operations, quindi tutto quanto attiene al mondo della produzione. Per diventare un addetto della logistica quindi occorre una preparazione piuttosto ampia e proiettata all’utilizzo di nuove tecnologie, dal momento che le mansioni più ripetitive sono o saranno presto automatizzate.

Cosa fa e di che cosa si occupa un addetto alla logistica?

In questo contesto moderno, un addetto della logistica che opera nella funzione acquisti si preoccupa di prevedere o addirittura predire la quantità di prodotti, semilavorati e materie prime che saranno necessari per soddisfare la domanda in un orizzonte di tempo breve, medio e lungo. Un addetto di magazzino dovrà essere in grado di gestire il processo di stoccaggio e allestimento della merce in modo da soddisfare tempestivamente le richieste dei clienti. Questo significa sempre più spesso saper gestire impianti ad alta automazione, che, soprattutto dopo l’esperienza pandemica, rappresentano la prospettiva strategica con la quale fronteggiare una domanda estremamente frammentata e con alte aspettative di servizio, tipiche del mondo e-commerce. Un addetto alla distribuzione dovrà invece padroneggiare il complesso sistema di leve che governano il mondo dei trasporti, dall’ottimizzazione delle percorrenza chilometriche, alla saturazione degli automezzi, al corretto rapporto di pesi e volumi, senza considerare la volatilità del costo delle risorse energetiche e la complessità degli aspetti contrattuali e normativi.

Quali sono i nuovi trend del settore?

Per rappresentare i nuovi trend del settore faccio riferimento a quanto ci insegna il futurologo Sean Culey, che ha coniato l’acronimo Pal Supply Chain. Sean immagina una logistica sempre più personalizzata, al limite della singolarizzazione della domanda, sempre più automatizzata, sia nel senso della digitalizzazione che della meccanizzazione, ma anche sempre più locale. L’esigenza di prossimità è il clienti e infatti sempre più necessaria per fronteggiare la fragilità di Supply Chain globali che sono oggi causa di carenze di materie prime e semilavorati che si ripercuotono sulla disponibilità dei prodotti finiti.

Perché consiglia di intraprendere un percorso di formazione specifica su questa professione?

Il tema logistico appassiona persone provenienti dai settori più diversi, non potrebbe essere diversamente dal momento che la logistica è l’azienda delle aziende, cioè tutte le aziende hanno bisogno di fare logistica, sia che trattino prodotti, sia che gestiscano servizi.

Per questo motivo, intraprendere un percorso di formazione specifica non significa necessariamente approcciare la materia in modo tecnicistico, ma talvolta un approccio divulgativo può essere persino più efficace. Per esemplificare, imparare a guidare una vettura non comporta necessariamente la capacità di costruire un motore. Sono tuttavia sicuro che la materia è così appassionante da indurre chi la approccia ad approfondirla sempre di più. Vi confesso che dopo trent’anni di attività ed insegnamento in questo ambito, sono molte di più le cose che devo ancora imparare rispetto a quelle che conosco.

Michele Palumbo è docente e Coordinatore Scientifico di alcuni dei nostri Master in area Logistica e Supply Chain di 24ORE Business School.


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