19 aprile 2022

Chiedimi Cos'è? con Marina Montalto

Marina Montalto risponde alla rubrica Chiedimi Cos'è? sul tema del Sensorial Branding

Cos’è il Sensorial Branding?

Il Sensorial Branding è per me una filosofia, una scelta di vita che ti porta ad adottare un pensiero basato in primis sul creare quei dettagli che generano valore percepito per il cliente potenziale. L’espansione e la popolarità che sta acquisendo è dovuta principalmente all’esigenza da parte dei brand di dover comunicare emozioni e sensazioni nel periodo di pandemia, momento complesso che ha anestetizzato i nostri sensi, ma incrementato al contempo il desiderio di riemozionarsi e stupirsi. Non dimentichiamo però che il mondo del lusso ha sempre fatto dell’emozionalità il proprio tratto distintivo.

Parlando dei dati attuali, scopriamo che il mercato delle esperienze ha subito un incremento del 45% nel 2021 rispetto al 2020, e il 27.7% sul mercato turistico dedicato a resort e boutique hotel, famosi per far vivere all’ospite emozioni tipiche, spesso associate al territorio. Se il desiderio da parte delle persone è quello di avvicinarsi alle esperienze, dall’altra parte c’è chi queste esperienze deve realizzarle. Tenendo sempre presente che non si può agire solo ad un certo punto della strategia, ma bisogna realizzare un percorso emozionale che va dal primo contatto con il potenziale cliente, fino al post acquisto, dobbiamo pensare a un cerchio dorato, “Il Famoso Golden Circle” di Simon Sinek.

Come si inserisce in una strategia di marketing?

Il Sensorial Branding è effettivamente una sfumatura del marketing, cambia però la forma e il focus iniziale, che non è quello di basarsi sul prodotto, sulla convenienza o utilità di quest'ultimo, ma bensì è quello di generare un valore e desiderio, tale da giustificarne il prezzo, spesso decisamente più alto.

Ciò avviene perché l’essere umano ha un bisogno intrinseco che lo spinge sempre più a raggiungere livelli di autogratificazione, soddisfazione, approvazione sociale sempre più alti. Ciò significa che comprare un prodotto costoso, se accompagnato da un percorso emozionale, porta al cliente gratificazione e senso di appartenenza che va al di fuori dal solo valore del prodotto o servizio.

Può fare la differenza nell’esperienza di lusso?

Possiamo tranquillamente dire che senza il Sensorial Branding non esisterebbe il lusso. Pensate di entrare in una boutique d’alto livello, e di non trovare l’estrema cura e sinergia tra location, luci, profumo, musica, arredo, esposizione dei prodotti, personale altamente formato con make-up e abbigliamento impeccabile e packaging. Avreste comunque la percezione di avere davanti un prodotto di lusso? Questo pensiero dev’essere immaginato come un fil rouge che ogni brand deve seguire e strutturare sia online che offline, in egual modo.

Un altro termine che voglio associare a questa filosofia di comunicazione è ricerca, questo perché per creare desiderio devi stupire, e per farlo devi evolverti continuamente, altrimenti il cliente si stufa, e svanisce la magia.

Terminando non posso che confermare ciò che anticipavo, ovvero che il Sensorial Branding è una filosofia, non una semplice strategia, essa va costruita e si evolve continuamente portato con sé un vortice di emozioni, stupore e bellezza.

Marina Montalto è una docente di 24ORE Business School, presente al Master Luxury Marketing, Communication & Merchandising, in partenza il 20 maggio 2022.



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