
Alessandro Zamara, Country Manager e studente dell'Executive MBA, condividegli obiettivi e le visioni che guidano la sua esperienza.
Scopri cosa ha spinto Alessandro ad iscriversi al Master e lasciati ispirare da questa lettura.
Sono un biologo specializzato in biochimica clinica. Ho iniziato la mia carriera come analista di laboratorio ospedaliero e informatore scientifico del farmaco. Da 18 anni lavoro nel settore veterinario tecnico-commerciale, dapprima come imprenditore/venditore, in seguito come direttore commerciale e infine nel ruolo di Country Manager. Attualmente sono in cerca di una nuova avventura professionale.
La mia concezione del lavoro si basa sulla capacità di adattamento e sulla necessità di continuo miglioramento, fattori che mi hanno portato a questa decisione. La scelta di un EMBA presso 24ORE Business School è stata facile, avendo frequentato già un Master di questa scuola pochi anni fa, in piena pandemia; questo primo percorso, in Sales Management, mi ha permesso di crescere e di avanzare notevolmente a livello professionale.
Il mondo del lavoro evolve con la stessa rapidità della tecnologia, e per restare al passo, ritengo necessario aggiornarmi su tutti gli aspetti delle dinamiche aziendali; cosa potrebbe fornirmi una formazione migliore di un EMBA? Confesso che, prima di iscrivermi, ho studiato ogni singolo modulo proposto dalla brochure e ho scelto su questa base. Voglio ampliare con consapevolezza la mia visione di gestione del business e approfondire le sue innumerevoli interconnessioni.
Ogni istante passato in aula ad ascoltare i professori, i colleghi, a studiare, e ad esercitarmi mi fornisce spunti professionali interessanti da applicare in futuro; in particolare, intendo valorizzare sempre più la mia capacità di creazione di team vincenti.
L’energia sprigionata dai racconti lavorativi dei colleghi, dei professori e delle interviste è una meravigliosa fucina di idee. Inoltre, i miei colleghi arrivano da tutta Italia e questa varietà rappresenta una risorsa preziosa da cui attingere.
Non riesco a concepire il lavoro senza divertimento, coinvolgimento, fatica, successi e sconfitte; nel mio lavoro ideale vorrei trovare sfide di questa portata. E, se proprio devo sognare in grande, mi piacerebbe che l’azienda fosse anche mia.