
Fino al 50% dei danni ai pazienti è evitabile e una delle leve principali per ridurre il rischio clinico è la simulazione medica. Per questo, secondo gli esperti, servono nuovi modelli organizzativi e una figura professionale dedicata alla gestione dei centri di simulazione: il Simulation Center Manager.
Nella regione europea dell’OMS circa un paziente su dieci subisce un danno durante l’assistenza sanitaria e, nei setting di cure primarie e ambulatoriali, il dato arriva fino a quattro pazienti su dieci. In almeno la metà dei casi si tratta di eventi evitabili, con un impatto significativo sulla sicurezza delle cure e sulla qualità dell’assistenza.
È quanto emerso dalla tavola rotonda inaugurale del M aster in Management dei Centri di Simulazione Medica, realizzato da Accurate in collaborazione con 24ORE Business School.
Al centro del confronto la trasformazione dei centri di simulazione: da luoghi prevalentemente dedicati alla didattica a strutture organizzate, sostenibili e governate secondo una visione manageriale. Secondo i relatori, formare e addestrare i professionisti sanitari attraverso la simulazione rappresenta infatti una leva strategica per migliorare la sicurezza delle cure e gli outcome assistenziali.
Al panel, moderato dal direttore scientifico del Master Pier Luigi Ingrassia, hanno preso parte Pierpaolo Sileri, prorettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e coordinatore del Tavolo tecnico del Ministero della Salute sulla promozione della simulazione in sanità; Marco De Luca, presidente di SIMMED; Ernesto Greco, presidente del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università Europea di Roma; Nicola Colacurci, professore ordinario di Ginecologia presso l’Università Vanvitelli e past president SIGO.
Tra i temi emersi, la necessità di dotare i centri di simulazione di una governance strutturata. In questa prospettiva, il Simulation Center Manager viene indicato come la figura chiave per gestire queste strutture non solo sul piano clinico e formativo, ma anche su quello economico, organizzativo e strategico, con competenze utili a coordinare le attività, ottimizzare le risorse, attrarre finanziamenti e pianificare lo sviluppo delle tecnologie e delle infrastrutture.
Altro nodo centrale riguarda la sostenibilità economica dei centri di simulazione. L’apertura ad ambiti ulteriori rispetto alla formazione tradizionale è stata indicata come una delle possibili direttrici di sviluppo, anche per reinvestire risorse nell’aggiornamento continuo delle tecnologie e delle strutture.
Infine, gli esperti hanno indicato come obiettivo la costruzione di una rete nazionale e internazionale dei centri di simulazione, organizzata secondo un modello hub & spoke, capace di collegare strutture centrali e periferiche e di favorire una crescita più uniforme del sistema.
Per i relatori, il futuro della simulazione medica non dipenderà soltanto dall’innovazione tecnologica, ma sempre di più dalla capacità di governarla in modo efficace.