
Prima edizione del Corso Executive Age Management e Leadership Intergenerazionale: competenze e strumenti per gestire la trasformazione demografica nelle organizzazioni
L’Italia è sempre più un Paese della longevità. Una trasformazione che non riguarda soltanto il sistema sanitario o previdenziale, ma anche il mondo del lavoro, chiamato a gestire carriere più lunghe, una forza lavoro in evoluzione e la presenza contemporanea di generazioni diverse nelle organizzazioni.
La sfida riguarda direttamente le imprese. Secondo il Bollettino CNEL-Istat 2025, oltre il 40% della popolazione lavorativa italiana è composta da lavoratori over 50, mentre il calo della natalità rende più complesso il ricambio generazionale. Le previsioni dell’Istat indicano che entro il 2050 gli occupati potrebbero scendere dagli attuali 24 milioni a circa 21 milioni, rendendo necessario valorizzare più a lungo competenze ed esperienza dei lavoratori senior e favorire una maggiore partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro.
Secondo il rapporto Censis “Invecchiare nell’Italia della longevità. Come costruire un Paese a misura di anziani”, tra gli over 65 intervistati, il 56,1% ritiene importante aiutare le persone ad affrontare la transizione dal lavoro alla terza età, riconoscendola come un passaggio delicato dal punto di vista umano. Un dato che mostra come la longevità non sia soltanto una questione anagrafica, ma richieda nuovi strumenti per accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita.
In questo scenario, l’age management sta assumendo un ruolo centrale nelle strategie HR. Non significa soltanto gestire persone di età diverse, ma ripensare modelli organizzativi, percorsi di carriera e politiche di sviluppo per sostenere una forza lavoro sempre più articolata.
Le aziende si trovano oggi a confrontarsi con generazioni che possono avere differenti modalità di apprendimento, aspettative e rapporti con il lavoro. La sfida è costruire ambienti capaci di favorire collaborazione, trasferimento delle competenze e coinvolgimento attivo lungo tutto il ciclo di vita professionale.
Come sottolinea Emanuela Notari, consulente e formatrice specializzata in Longevity Planning e direttrice scientifica del nuovo percorso Age Management e Leadership Intergenerazionale di Sole 24 Ore Business School, la trasformazione demografica rende necessario superare il tradizionale modello lineare formazione-lavoro-pensione. Le organizzazioni devono sviluppare un approccio orientato alla longevità, integrando formazione continua, politiche di welfare flessibili a sostegno delle diverse fasi di vita, wellbeing, ma anche diversa organizzazione del lavoro e della carriera, accanto a gestione delle transizioni professionali e modelli di leadership capaci di valorizzare il contributo delle diverse generazioni.
Per rispondere a queste esigenze nasce il Corso Executive Age Management e Leadership Intergenerazionale di Sole 24 Ore Business School, in partenza il 18 settembre 2026 in modalità live streaming.
La prima edizione del percorso è rivolta a HR Manager, HR Director, Chief Human Resources Officer, Chief People Officer, HR Business Partner, consulenti HR, manager e imprenditori che vogliono acquisire strumenti concreti per trasformare la multigenerazionalità in un vantaggio competitivo.
Il corso, della durata di 44 ore distribuite su quattro weekend, affronta il tema dell’age management attraverso una prospettiva multidisciplinare che unisce organizzazione, welfare, leadership e sostenibilità.
Tra i principali temi affrontati:
gestione dei team multigenerazionali e nuovi modelli organizzativi;
dinamiche generazionali, stereotipi e valorizzazione del capitale multigenerazionale;
employer branding e reputazione aziendale nell’era della longevità;
welfare strategico, wellbeing e caregiving;
progettazione di politiche di age management lungo il ciclo di vita professionale;
Age Intelligence e leadership intergenerazionale;
change management e comunicazione del cambiamento tra generazioni;
integrazione dell’age management nelle strategie ESG;
intelligenza artificiale come leva per la sostenibilità demografica.
Un focus specifico è dedicato alla progettazione di nuovi modelli organizzativi e formativi: dal reskilling e upskilling alla gestione dei percorsi di carriera, dal mentoring intergenerazionale alla costruzione di ambienti di lavoro capaci di valorizzare persone nelle diverse fasi della vita professionale.
La metodologia didattica combina contenuti teorici, esercitazioni, role play, analisi di casi aziendali e un laboratorio finale dedicato alla progettazione di un piano di age management applicabile alla propria organizzazione.
La direzione scientifica del percorso è affidata a Emanuela Notari, Longevity Strategist e formatrice in Longevity Planning, esperta di longevità e degli effetti socio-economici della transizione demografica.
La faculty riunisce professionisti provenienti dal mondo HR, della consulenza, del welfare e della trasformazione organizzativa.
Tra i docenti:
Isabella Pierantoni, fondatrice di Generation Mover™, sociologa e futurista esperta di dinamiche multigenerazionali nel lavoro;
Sara Fargion, Vice President & Consulting Director di The RepTrak Company, specializzata in comunicazione, reputazione e reputation intelligence;
Sonia Faccin, Strategic Welfare and Age Management Specialist di Family Partner Srl, esperta di welfare aziendale e longevity planning;
Giulio Beronia, Founder & Creator di That’s Y, esperto di strategie People & Culture;
Fabrizio Songa, Founder & Senior Advisor di KV Knowledge Value, esperto di change management e trasformazione organizzativa;
Silvia Turzio, fondatrice della Long Term Care Academy, specializzata nei temi del caregiving e del supporto ai lavoratori caregiver;
Laura Zanfrini, CEO di Zala Consulting;
Alessia Noviello, consulente del lavoro presso l’Ente regionale PALCDL Lazio;
Ilenia Deriu, Project Manager di TIM.
Il percorso prevede inoltre testimonianze dedicate all’applicazione concreta dell’age management nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese, per analizzare esperienze e modelli organizzativi già sviluppati.
La transizione demografica sta modificando il mercato del lavoro e le priorità delle imprese. La capacità di gestire età, competenze e generazioni rappresenta oggi una sfida organizzativa, ma anche un’opportunità per migliorare attrazione dei talenti, retention, innovazione e sostenibilità.
L’age management diventa così una competenza sempre più centrale nelle strategie delle organizzazioni: non solo una risposta all’invecchiamento della popolazione, ma un nuovo modo di progettare il lavoro in una società più longeva e intergenerazionale.
La gestione delle età è una delle sfide centrali per le organizzazioni del futuro. Sviluppa competenze per trasformare la complessità generazionale in un valore strategico per l’impresa.
