
Al via il 10 novembre 2026 il primo percorso specialistico in compliance sportiva: 160 ore, 20 weekend e una certificazione professionale dedicata. Si parte dall'Allianz Stadium di Torino, con il Social Football Summit.
Il calcio professionistico non è più solo una questione di risultati sul campo. Chi partecipa ai campionati nazionali deve provare solidità economico-finanziaria e capacità organizzativa, ma anche presidi di controllo interno adeguati a un quadro normativo articolato su più livelli. A livello statale ci sono il D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità degli enti, il D.Lgs. 36/2021 di riforma dello sport e la disciplina sul whistleblowing. A questi si aggiungono i regolamenti FIGC, le licenze UEFA e gli obblighi in materia di safeguarding, privacy, antiriciclaggio e intelligenza artificiale.
Con la riforma del 2021 la compliance sportiva è diventata una disciplina autonoma, con obblighi concreti per società, associazioni sportive e federazioni. Non è una tendenza passeggera: sono regole già in vigore e rischi che le organizzazioni affrontano ogni giorno. Per questo, dal 2025, molte società hanno introdotto una figura dedicata: il Compliance Sport Officer (CSO).
L'offerta formativa sullo sport si è finora concentrata su tre aree: diritto, giustizia e management sportivo. Il Master Compliance Sportiva nel Calcio Professionistico è il primo programma che integra Modello 231, safeguarding, privacy, antiriciclaggio, controlli interni, risk management e governance, con l'obiettivo di formare il CSO.
«L'esigenza nasce da una crescente domanda di mercato: le società richiedono sempre più professionisti in grado di presidiare i molteplici profili della conformità, in un contesto di costante evoluzione normativa, organizzativa e regolamentare», spiega l'avvocato Ivan Simeone, coordinatore scientifico.
Una gestione non integrata espone il club a rischi che si alimentano a vicenda. «Basti pensare al rischio normativo, a quello economico-finanziario legato a sanzioni e contenziosi, al rischio sportivo, con penalizzazioni che ricadono sull'attività agonistica», sottolinea Simeone. «E poi il rischio reputazionale, cioè la perdita di fiducia di sponsor, tifosi e istituzioni, e quello di governance e di controllo».
Non basta adottare i documenti richiesti dalla normativa: bisogna applicarli davvero e adattarli al proprio contesto. «La formazione specialistica diventa un investimento strategico», osserva il coordinatore, «perché permette di trasformare questa funzione da adempimento burocratico a strumento di prevenzione e governance».
Il CSO è una figura strategica e trasversale, oggi in forte ascesa, che promuove una cultura della legalità, dell'etica e della trasparenza. In concreto:
monitora l'evoluzione normativa e aggiorna le policy interne;
conduce controlli e audit di conformità;
valuta e gestisce i rischi legali, etici, finanziari e reputazionali;
affianca il management, gli Organismi di Vigilanza e gli altri organi di controllo.
Può operare all'interno della società o come consulente esterno.
Le 160 ore sono distribuite su 20 weekend e divise in due moduli da 80 ore ciascuno.
Il Modulo Base va da novembre 2026 a febbraio 2027. Parte dai fondamenti dell'ordinamento sportivo e dall'organizzazione di FIGC, Leghe e licenze UEFA. Affronta poi il Modello 231 applicato al calcio, la governance, il risk assessment e le principali aree di rischio: safeguarding, whistleblowing, antiriciclaggio, agenti sportivi, fiscalità, privacy e cybersecurity.
Il Modulo Avanzato va da marzo a maggio 2027 e approfondisce controlli interni, audit e investigazioni, responsabilità degli amministratori, gestione delle crisi e rischio reputazionale. Completano il quadro le certificazioni, le strategie ESG, le operazioni straordinarie e la dimensione internazionale del calcio.
Ogni modulo termina con un project work in presenza: nel primo i partecipanti costruiscono il sistema di compliance di un club simulato, nel secondo lavorano sulla gestione integrata dei rischi e sul posizionamento professionale del CSO. Casi reali, testimonianze ed esercitazioni guidate rendono le competenze subito applicabili.
La direzione scientifica è affidata a Ivan Simeone, avvocato cassazionista, presidente di Organismi di Vigilanza e componente della Commissione Nazionale Paritetica CONI-CNDCEC sulla governance sportiva e a Sergio Pellegrino, Direttore Scientifico della Formazione del Sole 24 Ore.
Il corpo docente riunisce magistrati, avvocati, commercialisti, accademici e manager di società e istituzioni federali.
Il Master è pensato per avvocati, commercialisti, revisori, dirigenti e legal counsel delle società di calcio, componenti di Organismi di Vigilanza, internal auditor, risk manager e agenti sportivi.
È anche una nuova porta d'ingresso per i giovani neolaureati in economia e giurisprudenza. «Per un giurista questa formazione aggiunge una prospettiva economica e manageriale, per un economista competenze giuridiche e di governance», spiega Simeone.
Le opportunità vanno oltre i club: oltre al ruolo di CSO, si aprono quelli di Risk Manager, Internal Auditor ed ESG Manager, insieme alla consulenza e agli incarichi presso federazioni, leghe e istituzioni sportive internazionali.
Con una frequenza di almeno il 70% delle ore si ricevono l'attestato e la certificazione CSO Il Sole 24 Ore – 1° Livello. Al termine dell'intero percorso si ottiene la qualifica di Professionista Certificato Il Sole 24 Ore – Compliance Sport Officer. È stata inoltre richiesta l'attribuzione dei crediti formativi per avvocati e dottori commercialisti.
Si comincia il 10 e 11 novembre 2026 all'Allianz Stadium di Torino con la 9ª edizione del Social Football Summit, l'appuntamento internazionale di riferimento per l'industria del calcio. Tutti i partecipanti ricevono il Corporate Pass SFS26.
Dal 20 novembre seguono le lezioni in live streaming, il venerdì dalle 14.30 alle 18.30 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00, disponibili anche on demand. I weekend conclusivi dei due moduli si svolgono in presenza nella sede del Sole 24 Ore a Milano: il 5 e 6 febbraio e il 21 e 22 maggio 2027.


